
Fotografia: © Sophie Castanet |
"…l'universo beethoveniano non pone alcun problema di assimilazione a questa magnifica pianista, che lo affronta con una violenza ed una tensione impressionanti …". Così il critico Philippe Simon della prestigiosa rivista francese Répertoire accoglie il terzo doppio album dell'Integrale delle sonate di Beethoven di Muriel Chemin. L'integrale: un progetto ambizioso appannaggio esclusivo dei più grandi pianisti e la cui registrazione è stata realizzata fino ad oggi da due sole donne: l'ungherese Annie Fischer e la russa Tatiana Nicolaïeva.
La pianista francese, nata a Le Havre, si cimenta con determinazione e i risultati sono esaltanti. A proposito dell'op. 57 l'eminente critico Philippe van den Bosch afferma con entusiasmo: "Tutto ciò crea una Appassionata d'antologia, ispirata, visionaria, trascinata da uno slancio, o meglio da una forza selvaggia incredibile. Ella opera una sintesi tra la frenesia furibonda di Schnabel, la meditazione poetica di Arrau, l'inquietudine nervosa di Brendel. … s'impone di colpo tra le interpretazioni d'antologia, offuscandone diverse e facendo attendere il seguito con impazienza.". Riceve inoltre vive congratulazioni dal M° Carlo Maria Giulini per l'esecuzione delle tre ultime sonate di Beethoven che ascolta nel 1998.
Ma la vera prova del fuoco sono le sonate op. 101 e op. 106, pietre miliari della letteratura pianistica. Prova superata: "… Muriel Chemin costruisce passo dopo passo questi due immensi affreschi con una sicurezza ed una forza espressiva che impongono l'ammirazione" (Luc Never, Classica).
L'integrale di Muriel Chemin nasce però lontano nel tempo. Comincia i suoi studi musicali a cinque anni sotto la guida di Jean e Marguerite Manuel diplomandosi all'Ecole Normale Alfred Cortot di Parigi (diploma di pianoforte, musica da camera e storia della musica) e conseguendo poi la Licence de Concert. Decide quindi di perfezionarsi con Maria Tipo in Italia ed a Ginevra dove ottiene il Premier Prix de Virtuosité.
Vince il Concorso Internazionale Hennessy-Mozart di Parigi dove suscita l'ammirazione della giuria, e specialmente del presidente, Paul Badura-Skoda.
In occasione del suo debutto parigino alla Salle Pleyel, la celebre pianista francese France Clidat esprime il suo entusiasmo ascoltandola nella sonata in si minore di Liszt. Suona al Théâtre de Paris e alla prestigiosa Salle Gaveau. È tuttavia all'estero - Italia, Svizzera, Austria, Germania, Romania, Turchia, Russia, Ungheria, Cile e Stati Uniti - che si esibisce con regolarità non solo come solista ma anche in musica da camera - ha eseguito recentemente l'integrale delle sonate di Beethoven con il celebre violoncellista Alain Meunier - duo pianistico e con orchestra (insieme a numerosi direttori, tra i quali A. Gerecz, U. Benedetti Michelangeli, D. del Pino Klinge, ecc.).
Benchè negli ultimi anni la maggior parte dell'attività della pianista francese sia stata dedicata al progetto dell'integrale beethoveniana, Muriel Chemin possiede un vasto repertorio che spazia da Bach fino ai contemporanei, includendo i grandi romantici tedeschi e gli impressionisti francesi. Le sue preferenze vanno però a Mozart, Schubert, Schumann e naturalmente a Beethoven del quale suona anche tutti i concerti.
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